Mazinga Z in Italia, una storia travagliata

Written by on 15 Febbraio 2020

Mazinga Z in Italia, una storia travagliata

Kiyoshi Nagai, nome d’arte Go Nagai, nasce a Wajima il 6 settembre 1945.
Nel 1965 inizia la sua carriere come assistente di Shotaro Ishinomori (Tome 25 gennaio 1938 – 28 gennaio 1998) autore di Cyborg 009, Ryu il ragazzo delle caverne, Chobin e Kamen Rider. Nel 1967 inizia la collaborazione con Kenichi Ishikawa, noto come Ken Ishikawa (Karasuyama 28 giugno 1948 – 15 novembre 2006) che pare abbia cambiato il nome per uniformarsi al Maestro Go Nagai per avere lo stesso numero di ideogrammi giapponesi.
La loro sarà una lunga collaborazione: Cutie Honei, Mazinga Z, Getter Robot e i lungometraggi Grande Mazinga vs Getter Robot e Grande Mazinga, Getter robot G e Goldrake vs Dragosauro.

1972 Nascita di un robot prodigioso, il titolo del primo episodio di Mazinga Z. Manga 2 ottobre 1972 – settembre 1974, serie tv in Giappone 3 dicembre 1972 – settembre 1974, in stretta collaborazione con Gosaku Ota (Kaminoyama 16 marzo 1948).

Il giovane Go Nagai, leggendo Super Robot 28 e Astroboy inizia a fantasticare su un nuovo robot. Super Robot 28 viene comandato a distanza con un radiocomando da un ragazzino, Shotaro. Astroboy è dotato di una intelligenza artificiale. Il Maestro vuole creare un nuovo filone completamente differente, e come vedremo ci riuscirà. Un rimedio per il traffico cittadino.
Un giovane Go Nagai fermo ad un attraversamento pedonale guarda le auto in coda, non si riesce a passare a piedi e le auto non si muovono. E se da un’automobile spuntassero braccia e gambe gigantesche? il problema del traffico sarebbe risolto!

Questa è la prima immagine di Mazinga Z, un robot che porta in testa un’auto, i fanali diventano gli occhi, il radiatore il muso e l’abitacolo del veicolo, la cabina di pilotaggio. Nasce così l’idea innovativa di un robot pilotato dall’interno, da un essere umano. Il primo problema che si pone Go Nagai, è come il pilota potesse salire sul robot. Il primo pensiero fu una bici, subito scartata a favore di una moto. Negli anni 70 la motocicletta era il simbolo di libertà e ribellione. In quel periodo in TV i giovani guardavano una serie che si chiamava Kamen Rider che fu di ispirazione per Go Nagai.

Le serie TV giapponesi di fantascienza, sono chiamate Tokusatsu, che significa effetti speciali, antenate dei Power Rangers.
Come salire su Mazinga? Un mantello sulla schiena del robot, dotato di una rampa a scalini, da percorrere con la moto, rigorosamente senza casco! Questa idea, poi scartata, verrà riproposta durante la serie, su Diana A il secondo robot di Sayaka Yumi. Al posto del mantello ci sarà un raggio traente che porterà la sua moto sulla testa del robot. Questo è il primo robot che venne fuori dalla mente di Go Nagai, ovvero Energer Z.

L’idea venne accantonata perché si ispirava un po troppo a Kamen Rider. L’altro problema era che il pilota non aveva nessuna protezione.
Questo robot verrà poi riproposto da Go Nagai nella serie Mazinger Z The Impact nel 2009, la prova della determinazione del Maestro a portare avanti le sue idee, che in passato erano state bocciate.
2 ottobre 1972 Uscita del primo numero del manga in Giappone, sul TV magazine Weekly Shonen Jump.
3 dicembre 1972 Prima TV in Giappone su Fuji Television, studio Toei Doga, composta da 92 episodi.

In Italia la prima arriverà sulla Rai il 21 Gennaio del 1980, in senso inverso rispetto alla continuity della trilogia Mazinga Z, Grande Mazinga e Goldrake. La serie venne trasmessa fino all’episodio 56 quando fu interrotta definitivamente, tra le solite polemiche politiche e giornalistiche dell’epoca. Per vedere l’anime completo aspetteremo fino al 21 gennaio 2016 (data simbolica) sul canale di SKY “MANGA”, e la successiva pubblicazione dei DVD. Gli episodi 4 -5-14-28-38 non vennero trasmessi tra i primi 56, tra i quali l’episodio dove compare Minerva X, un robot partner di Mazinga Z che morirà sacrificandosi per il suo amato Zetto.

Gli episodi trasmessi dalla Rai subirono un forte censura, con dei tagli che rendevano gli episodi molto brevi e alle volte incomprensibili. Un particolare di questo robot erano i rumori dello stesso, il cigolio mentre si muoveva, i colpi, le armi, era tutto molto metallico, a rimarcare la natura di questo gigante di superlega Z. Mazinga deriva da Majin una parola giapponese composta da due kanji: “Ma” significa “demone”, e”Jin”, significa “dio”. Un doppio significato tipicamente nagaiano.

La sfida TV durante la programmazione in Giappone era contro la serie Gatchaman, conosciuta in Italia come La battaglia dei pianeti.
Il Manga, nella sua versione completa, arriverà in Italia solo nell’ottobre del 2009, in versione originale di Go Nagai, preceduta nel 2005 dalla versione di Gosaku Ota, e ancora prima dalla Granata Press nel 1992.

Attacco del Dottor Inferno.
Il Professor Juzo Kabuto, nonno del protagonista Koji (Ryo in Italia), collabora a degli scavi archeologici sull’Isola di Rodi, nel Mar Egeo. Il suo collega Dottor Inferno scopre ritrova i mitici colossi di Rodi, ribattezzati mostri meccanici e ne prende il comando grazie al suo scettro di Bardos. Raggiunto il suo vero scopo elimina tutti gli scienziati della spedizione, tranne Juzo che fugge. Nel frattempo all’Istituto di ricerca sull’energia fotoatomica, il professor Yumi studia i raggi fotonici, per scopi pacifici.
Il Dottor Inferno fa la sua mossa e invia il suo servitore, il Barone Ashura e così uccide il professor Juzo, che in fin di vita consegna a Koji il suo Mazinga Z.

“E’ perfetto! con lui diventerai un dio o un demone, questo dipende da te!”

Non senza difficoltà Koji salirà sull’aliante slittante, e prenderà il controllo di Mazinga Z, distruggendo tutto e quasi uccidendo Shiro, il suo fratellino. Durante la prima battaglia con i mostri meccanici Garada K7 e Doublas M2, avrà la meglio anche grazie all’aiuto di Sayaka, figlia del professor Yumi, e pilota esperta del robot sperimentale Aphrodite A.

Le armi di Mazinga Z sono i pugni a razzo, il missile centrale, il raggio termico che viene dalle piastre sul petto, i raggi fotonici negli occhi e il raggio ciclonico che soffia dalla bocca. Il robot è costruito in superlega Z, ideata dal professor Juzo, grazie al ritrovamento del japanium, un metallo impenetrabile. Si muove grazie all’energia fotoatomica, un’energia dai connotati ecologisti, progettata da Juzo e Yumi.

La serie è molto realistica e il robot subisce frequentemente dei danni. Mazinga Z viene costantemente migliorato nella serie, ogni problema viene affrontato in modo molto tecnico, come ad esempio la salsedine marina quando finisce in mare. Mazinga Z riuscirà a volare con il Jet Scrander, migliorerà con il Jet Pilder, riceverà nuove armi come i raggi congelanti e le stelle croce del sud, che abbiamo visto anche nel film Infinity.
Alla fine, dopo aver sconfitto il Dottor Inferno, sarà il tempo di un nuovo eroe, il Grande Mazinga.

Koji e Sayaka odio e amore.
La storia tra questi 2 studenti è burrascosa, ma diventerà una grande storia d’amore, che si ripeterà in tutte le serie future, nei manga e nel film Mazinga Z Infinity. Il rivale in amore di Koji è Boss, che al comando di una banda di motociclisti composta da Nuke e Mucha, vuole conquistare il Giappone. Diventeranno i suoi migliori amici e in futuro costruiranno un robot fatto di rottami, chiamato Boss Robot, o Borot che significa appunto: rottame.
Il Kabuto era l’elmetto delle armature medioevali dei samurai.

I nemici.
Dottor Inferno, un geniale scienziato al servizio del male, di origine tedesca e collaboratore dei nazisti, il suo sogno è di dominare il mondo con le sue armate di mostri meccanici.
Barone Ashura, fedele servitore del Dottor Inferno che lo ha creato unendo insieme 2 mummie, mezzo uomo e mezzo donna, parla a 2 voci in base all’inquadratura.
Conte Blocken, ufficiale nazista, viene riportato in vita dal Dottor Inferno, la sua testa staccata dal corpo fluttua libera. Fedele servitore di Inferno ma rivale di Ashura.
In futuro arriveranno nuovi nemici a collaborare con Inferno, il Visconte Pigman, l’unione tra un guerriero Masai e un Pigmeo, e il Granduca Gorgon, mezzo uomo su una tigre.

Nel doppiaggio italiano, il protagonista Koji diventò Ryo, come già in Spagna, dove cambiarono il nome perchè a quanto pare nel parlato Koji vorrebbe dire “scroto”.Il protagonista Koji (Ryo) è stato doppiato da un grande Claudio Sorrentino, la voce di attori come Bruce Willis, Mel Gibson e John Travolta. Tra gli altri merita una menzione speciale la splendida Liliana Sorrentino, sorella di Claudio e voce di Sayaka Yumi, nonché Pollon e Maria Fleed in Goldrake. Come associazione abbiamo avuto l’onore di ospitarla e consegnarle la tessera onoraria di Amici di Go Nagai. In un episodio Fabrizio Mazzotta (altro tesserato onorario di Amici Di Go Nagai), da la voce al giovane Mitsuo, ai comandi del mostro meccanico Stronger T4. Toshio Hayakawa, in arte Ichiro Mizuki (Tokyo 7 gennaio 1948), petroliere, attore, cantante, ha interpretato moltissime sigle di anime tra le quali Grande Mazinga, Tekkaman, Jeeg e naturalmente la colonna sonora di Mazinga Z. Ha da poco festeggiato i 50 anni di carriera, a modo suo, con un concerto live.

Giocattoli e collezionismo.
Nel 1972 la Popy era la società incaricata della produzione di giocattoli ispirati a Mazinga Z, che sarà il primo modellino costruito con la nuova Zamak, una lega di zinco composta da alluminio, magnesio e rame. I fan telefonavano per chiedere della superlega, pensando che esistesse davvero. Dopo l’uscita di Mazinga Z, le case costruttrici di giocattoli diventarono parte attiva nel processo di produzione e disegno degli anime futuri, cosa che è arrivata fino ai giorni nostri. Nel 1983 la Bandai riassorbe la società Popy.
Con il tempo questi giocattoli sono diventati dei pregiati pezzi per collezionisti. Le nuove produzioni non sono più giochi per bambini ma veri e propri pezzi da collezione sempre più curati, tecnici e costosi.

La sigla italiana di Mazinga Z, di Dino Verde è cantata dai Galaxy Group.
Il testo è molto attinente alla serie, viene chiamato “Mazinger” con un chiaro accento spagnolo, questo perché fu trasmesso prima in Spagna, dove ancora oggi è il robottone numero uno. In questa sigla non ci sono strafalcioni su armi o improbabili nemici, come successo con il Grande Mazinga, dove venivano lanciate le armi di Devilman.

Articolo tratto dalla conferenza “Non Solo Robot” proposta a Lucca Comics & Games 2019, in collaborazione con James Garofalo (Jakko)

 

 

 

Diego Getter
Author: Diego Getter

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Reader's opinions
    • Diego Getter   On   20 Febbraio 2020 at 21:07

      La storia parte da lontano, mi sembra di ricordare che era il 1997, la mia prima connessione ad internet (Superlopex si ricorderà meglio di me), ho iniziato a fare ricerche su Mazinga Z, il mio primo lavoro è stato trovare tutti gli episodi e riordinarli in modo corretto. Da li in avanti è iniziato un calvario per riuscire a reperirli tutti, prima in giapponese, poi sottotitolati…fino alla tanto agognata pubblicazione dei DVD in Italiano. Zetto ha occupato gran parte della mia vita, e ancora oggi continuo a trovare curiosità e aneddoti.

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