Diciottesima tappa

Cari amici cavalieri che amano cavalli e carpe con bigliettini e gioielli

Tappa dopo tappa impareremo a conoscere meglio questo fantastico mondo.
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Stagione 2014 - Puntata 18 – Cari amici cavalieri che amano cavalli e carpe con bigliettini e gioielli

Scuola degli elfi traduttori – Kiss me Licia richiesta da Lisa:
Partiamo come sempre dal titolo che in originale è AISHITE KNIGHT = Amami cavaliere. Vediamo i personaggi: MITAMURA = Villaggio dei 3 campi di riso. YAEKO (detta YAKKO) = Ottuplice bambina. SHIGEMARO (detto anche SHIGE-SAN) = Un cerchio di mare burrascoso. KATOU = Un glicine che cresce. GOU = Fortezza, inteso come virtù. HASHIZOU. = Deposito del ponte. JURIAANO = Giuliano. OOKAWA = Grande fiume. SATOMI = La bellezza del villaggio. KAJIWARA = Pianura di remi. MEIKO = Bambina vestita di boccioli. TOUNO = Campo dell’est o dell’oriente. EIJI = Grado dello spirito. FUJITA = Campo di riso dei glicini. ISUZU = 50 Sonagli o campanelli. SUGI = Criptomeria giaponica o Cedro! MATSUDAIRA = Pianura dei pini. SHIN’ICHI = Uno Vero, autentico, genuino.
Passiamo dunque alle sigle! Sono 2 una Opening e una ending!
La Opening si intitola KOI WA TOTSUZEN = Un amore inaspettato. La ending si intitola BOKU NO JURIAANO = Il mio Giuliano.
Carro delle fatine premonitrici – Talismani e portafortuna – Ema, Omikuji e Magatama:
EMA: sono delle tavolette di legno solitamente dalla forma di un pentagono irregolare di 20 cm di base, sulle quali i fedeli scintoisti scrivono le loro preghiere e i loro desideri, per poi appenderli a delle apposite strutture messe a disposizione dai templi in cui le tavolette vengono acquistate. Da questi supporti, i KAMI possono quindi leggere ed esaudire le preghiere e i desideri ad essi rivolti. Ciò che può differenziare le tavolette tra loro, è l’immagine impressa sopra. Infatti possono essere disegni raffiguranti degli animali, oppure icone scintoiste, o ancora possono avere scritta su una delle due facce la parola “Desiderio”. L’immagine disegnata dovrebbe essere quella del cavallo perché richiama la loro origine e l’origine del loro nome. Infatti EMA significa Cavallo disegnato. Che Queste tavolette hanno sostituito un’usanza molto antica secondo la quale i cavalli bianchi venivano offerti nei santuari come regali per i KAMI in cambio di salute, benedizione e auspicio. Questa tradizione era presente già nel periodo NARA, durante il quale dei pittori professionisti vennero incaricati di dipingere i cavalli sulle tavole di legno. Poi si diffuse fra il popolo l’usanza di regalare piccole tavolette di legno ai templi. Da qui si è arrivati all’attuale tradizione di utilizzare gli EMA per richiedere alle divinità protezione dalle malattie e per buon auspicio, tradizione che ormai appartiene a tutti! Le preghiere e i desideri rivolti ai KAMI, che si possono leggere scritti sugli EMA, vanno da intenzioni ad ampio raggio come la pace nel mondo, a cose più personali come ottenere un buon punteggio ad un esame, oppure alla possibilità di incontrare l’amore. In alcuni santuari molto importanti è possibile trovare degli EMA scritti in diverse lingue perché lasciati dai turisti che hanno fatto visita al tempio.
OMIKUJI: i bigliettini della fortuna. Si trovano in tutti i santuari scintoisti, ma anche nei templi buddisti, durante tutto l’arco dell’anno, soprattutto in occasione di alcune feste importanti, e si possono pescare in vari modi ma sempre solo in seguito ad un’offerta. Anticamente si usava dare in offerta 5 Yen, poiché era diffusa la credenza che la moneta da 5 Yen portasse fortuna. Ma poiché per i santuari queste offerte erano pochine, decisero di stabilire un importo fisso che attualmente si aggira intorno ai 100 o 200 Yen. Poco meno o poco di un Euro. Il loro obiettivo è quello di predire il futuro e, il responso di ogni bigliettino vale per un sacco di cose: Salute, Amore, Lavoro, Studi, Matrimonio, Viaggi e Affari. Infatti il termine OMIKUJI o semplicemente MIKUJI, significa letteralmente lotteria sacra ed è un oracolo in forma scritta. Si pescano e ci sono diversi modi. Un sistema è quello in cui i bigliettini sono tutti arrotolati e inseriti in una scatola. La scatola va agitata e poi da un buco viene fatto uscire un solo bigliettino. A questo punto si srotola il bigliettino e al suo interno si vede che è strutturato in diverse colonne ognuna delle quali descrive nello specifico le condizioni in cui si verifica la divinazione, una colonna per ogni ambito e quindi per Salute, Lavoro, Studi, Amore, Affari, Viaggi e Matrimonio. Ci sono ben 12 tipi di divinazione: Una grande benedizione, in giapponese DAI-KICHI; una media benedizione, in giapponese CHU-KICHI; una piccola benedizione, in giapponese SHO-KICHI; una benedizione e basta, in giapponese KICHI; una mezza-benedizione, in giapponese HAN-KICHI; una quasi-benedizione, in giapponese SUE-KICHI; una quasi-piccola-benedizione, in giapponese SUE- SHO-KICHI; una maledizione, in giapponese KYO; una piccola maledizione, in giapponese SHO-KYO; una mezza maledizione, in giapponese HAN-KYO; una quasi-maledizione, in giapponese SUE-KYO e una grande maledizione, in giapponese DAI-KYO. Seconda modalità: bigliettini o piegati in più parti e inseriti in un supporto rigido e rettangolare dal quale poi si devono sfilare per aprirli e leggerli; oppure sempre arrotolati che vengono pescati da una scatola trasparente in cui dentro si vedono i bigliettini o da un cestino completamente aperto che contiene tanti bigliettini, La scelta è comunque casuale. E poi c’è quello della cassettiera che consiste nell’agitare sempre una scatolina per mischiare bene dei bastoncini racchiusi al suo interno. Poi dal buco della scatolina si fa uscire un bastoncino, si legge il numero riportato sopra e scritto rigorosamente in kanji e poi si va alla cassettiera e si apre il cassetto del numero corrispondente. All’interno ci sono tanti bigliettini tutti uguali, quindi basta prenderne uno e leggerlo. Ma cosa si deve fare una volta letto il bigliettino? Se la divinazione è buona bisogna assolutamente portarlo via con sé e qualcuno lo mette anche sotto il cuscino finché la divinazione non si avvera. In alternativa lo si può mettere dentro delle apposite cassette o legare alla porta principale del tempio. Se la divinazione non è buona, bisogna annodare il bigliettino e poi attaccarlo su un pino che si trova all’interno del tempio o del santuario, o nelle apposite strutture allestite sempre all’interno dell’area del tempio per cercare di ritardarla o di evitarla. E ce ne sono tante e sono sempre tutte piene di bigliettini!!!! A cosa serve questa pratica? La spiegazione sta nel gioco di parole tra il termine che indica il Pino che ha la stessa identica pronuncia del verbo Aspettare. Quindi, legare il bigliettino al pino ha come significato quello di far sì che la sfortuna rimanga ad attendere presso l’albero e non si attacchi a chi ha pescato il bigliettino. In questo modo le divinità possono esorcizzarlo e far sì che la predizione non si avveri. Alcuni dei bigliettini che predicono una sorte avversa, spesso hanno anche la scritta che non importa quanto sia grande la sfortuna predetta perché è sempre possibile cambiare il proprio destino con il duro lavoro e l’umiltà. Allo stesso modo, nei bigliettini molto fortunati si trova l’ammonizione a non diventare arroganti o trascurare tutto il resto. Ultimamente pare che ci siano addirittura delle macchinette automatiche a monete che distribuiscono i biglietti della fortuna. A me non è capitato di vederne però!
MAGATAMA: sono dei gioielli particolari e molto antichi, i primi risalgono, infatti, al 10 mila avanti Cristo e quindi siamo nel periodo JOMON. Questi ciondoli venivano realizzati inizialmente dai canini degli animali bucati ad un’estremità e successivamente dando una forma ricurva e tondeggiante, una specie di virgola, a materiali più preziosi come la giada, l’agata e il quarzo. Il termine MAGATAMA, infatti, significa proprio Gioiello/pietra preziosa Ricurvo/a. Il monile è legato anch’esso allo scintoismo e in particolare alla dea del sole AMATERASU.

Teatro dei fiori musicali:
DEAR FRIENDS sedicesima ending di ONE PIECE richiesta da Fra

Cameretta dei dolci sogni spaziali:
Lettura della fiaba intitolata: La donna carpa.

Segreteria galattica:
Messaggio di Evelyn sul Crisantemo:
Il Crisantemo in Giappone non è simbolo dei matrimoni ma è il fiore nazionale (che non è il fiore di ciliegio SAKURA come molti credono) perché simbolo della casata imperiale. Inoltre per forma e colore, ai giapponesi ricorda molto il sole. Il fatto che li si adoperi come “addobbi” per i matrimoni, perché nel matrimonio giapponese, soprattutto se tradizionale, la sposa non ha il bouquet di fiori, significa che si vuole rendere la celebrazione un po’ più solenne e importante. Ai giapponesi i crisantemi piacciono molto! La tradizione di considerarli come i fiori destinati ai morti e alle sepolture è tutta nostrana, probabilmente perché è un fiore che sboccia nel periodo delle festività di Ognissanti e dei morti, appunto. In Giappone nessun fiore viene associato a delle particolari circostanze, molto probabilmente perché vengono scelti in base alla stagione.

Haiku:
Scritta da Matsuo Bashou:

YUKU HARU WA
TORINAKI UO NO
ME WA NAMIDA

La primavera parte:
pianto tra gli uccelli e lacrime
negli occhi dei pesci