Ventesima tappa

Laboratorio - Artigiaviglie

Tappa dopo tappa impareremo a conoscere meglio questo fantastico mondo.
Curiosità e tanto altro ancora!.

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Stagione 2014 - Puntata 20 – Laboratorio - Artigiaviglie

Laboratorio ARTIGIAVIGLIE, L’ARTIGIANATO DELLE MERAVIGLIE!
Con Evelyn di Villaggio Pinguino abbiamo parlato del Teru Teru Bouzu e abbiamo imparato a costruirlo.
TERUTERUBOUZU o semplicemente TERUBOUZU deve il suo nome alla forma del talismano che è quella di una bambolina tutta bianca e dalla testa pelata, come i bonzi buddisti. Quindi significa Bonzo che splende o che splende molto (se ripetiamo il verbo 2 volte). La sua funzione è quella di amuleto per allontanare la pioggia e per attirare il bel tempo. Inizialmente la tradizione era molto diffusa nei paesi rurali dove i contadini erano soliti appendere questo simpatico amuleto alle finestre delle case, mentre adesso viene appeso soprattutto dai bambini e dai ragazzi durante le giornate di pioggia, soprattutto se il giorno dopo hanno qualche avvenimento importante come una gita scolastica o un qualche evento sportivo, per il quale desiderano che faccia bel tempo. Il materiale di cui è costituito può essere la carta o la stoffa e anche se quello classico è tutto bianco, si possono fare anche delle versioni personalizzate utilizzando materiali colorati o decorandolo a proprio gusto! Secondo la tradizione questo amuleto dovrebbe spaventare lo spirito della pioggia chiamato AMEFUSHI. Questo spirito, proprio perché porta la pioggia, viene considerato un nemico dei bambini che impedisce loro di andare fuori a giocare. In realtà questo spirito non è cattivo. Vorrebbe giocare con gli altri bambini e sentirsi accettato da loro, ma viene sempre allontanato a causa del fatto di portare la pioggia, quindi si vendica di chi lo ha allontanato, facendogli dei dispetti.
Per realizzare un teruterubouzu ci serve: un oggetto sferico che può essere una pallina da ping pong, o una palla da tennis se lo si vuole fare più grande, o cose simili; poi ci servono dei fogli di carta, o dei fazzoletti, o uno scampolo di stoffa, bianchi o colorati dipende dai gusti, e della grandezza sufficiente a coprire abbondantemente l’oggetto sferico; Poi ce serve del nastro o del filo, o anche della lana che si usa per il lavoro a maglia, oppure uno spago un po’ più sottile, ognuno prenda quello che ha a disposizione; e in fine ecco dei pennarelli a punta fine. Di solito si usa il colore nero, ma se volete usare anche altri colori non credo ci siano problemi. Anche perché in fase di decorazione ci si può sbizzarrire con la fantasia! Prendiamo l’oggetto sferico che costituirà la testa della bambolina e lo avvolgiamo nella carta o nella stoffa facendo in modo che questa aderisca bene all’oggetto stringendola con le dita sulla parte inferiore! Adesso con il nastro, filo, spago, quello che volete, lo leghiamo sotto la testa. Mi raccomando ricordiamoci di legarlo in modo tale che rimanga abbastanza filo per poi appenderlo da qualche parte vicino alla finestra! Ecco, a questo punto è già quasi terminato, ha già la forma della bambolina! Prendiamo i pennarelli e lo decoriamo. Si disegna una faccina con gli occhietti, il nasino e la boccuccia! Ma come accennavo prima, questa è la fase più creativa perché si possono disegnare diversi tipi di occhi: aperti, chiusi, sorridenti, tristi, oppure fargli fare l’occhiolino. Stesso discorso per il naso che può essere un puntino, una linea dritta o a punta; e la bocca anche può avere varie forme a seconda dell’espressione che gli si vuole dare. Inoltre si possono aggiungere dei particolari come le sopracciglia, che contribuiscono a dare espressione, o i capelli o qualsiasi altro elemento decorativo vi venga in mente. In Giappone spesso si usano i simboli degli alfabeti sillabici per dare l’idea degli elementi del viso. Ad esempio il simbolo HE per le sopracciglia, il NO dello HIRAGANA per gli occhi, il MO dello HIRGANA per il naso e un altro HE per la bocca… Quindi adesso potete dare sfogo alla vostra fantasia e scatenarvi a fare tanti piccoli talismani contro la pioggia! I bambini recitano anche una filastrocca:
Teru Teru Bozu, Teru Bozu, Fa che domani ci sia bel tempo. Se dovesse essere sereno come il cielo di un sogno ti regalerò un campanello argentato.
Teru Teru Bozu, Teru Bozu, Fa che domani ci sia bel tempo. Se avrai ascoltato le mie preghiere Berremo un po’ di dolce Sakè
Teru Teru Bozu, Teru Bozu, Fa che domani ci sia bel tempo. Se dovesse diventare nuvoloso
ti staccherò quella testa! 

Scuola degli elfi traduttori – Detective Conan richiesta da Fra:
Cominciamo dal titolo, che in originale è: Meitantei Konan = Conan, il Celebre Investigatore oppure il Celebre Detective. Adesso uno per uno vediamo anche i nomi dei personaggi partendo dal protagonista fino a quelli un po’ più secondari. EDOGAWA = Fiume di Edo o di Tokyo. KUDOU = Glicine scaltro o astuto. SHIN’ICHI = YUUSAKU = Ottimo lavoro. YUUKIKO = Bambina provvista di o che ha delle speranze. FUJIMINE = Cima del glicine. MOURI = Interesse per i capelli. RAN = Orchidea. KOGOROU = Piccolo quinto figlio. KISAKI = Imperatrice, Regina e Sovrana! Io opterei per Regina, visto che viene chiamata anche “Regina degli avvocati”. EIRI = Legge o Ragione di una persona talentuosa potrebbe starci bene; ma se consideriamo il discorso fatto prima sul cognome, non stona neanche Ragione o Legge dell’Inghilterra. SUZUKI = Albero dei sonagli. SONOKO = Bambina del giardino o dei giardini. AGASA = Ombrello donato. HIROSHI = Guerriero o Samurai che ha successo o che ha riportato una vittoria. HAIBARA = Campo di cenere! AI = Tristezza. MIYANO = Campo del Tempio scintoista o del Principe. SHIHO = Mantenere un proposito. Anche se non sta male neanche Conservare le ambizioni o le aspirazioni. AKEMI = Bellezza finita o forse è più bello Bellezza Luminosa o Limpida. YOSHIDA = Risaia della buona fortuna. AYUMI = Bellezza dell’andatura. KOJIMA = Piccola isola. GENTA = Una grossa incognita. TSUBURAYA = Valle rotonda. MITSUHIKO = Ragazzo della luce. HATTORI = Reparto o Settore dell’abbigliamento! HEIJI = Seconda pace. TOUYAMA = Montagna lontana. KAZUHA = Foglia della pace. MEGURE = Tramonto degli occhi. JUUZOU = 13. TAKAGI = Un albero alto. WATARU = attraversare. SATOU = Glicine dell’aiuto o come Glicine che aiuta. MIWAKO = Bambina della bella pace. SHIRATORI = Uccello bianco ma se gli stessi kanji li leggiamo HAKUCHOU significa Cigno. NINZABUROU = Terzo figlio responsabile. KOBAYASHI = Piccolo bosco oppure Boschetto. SUMIKO = Bambina pura. HONDOU = termine che designa l’edificio principale dei templi buddhisti e viene tradotto anche con Santuario. EISUKE = Aiuto scintillante. Passando alle sigle ci sono 37 Opening e 46 ending. La maggior parte sono col titolo in inglese… Dal giapponese ne restano 46 in totale!!!! Non possiamo comunque trattarle tutte! C’era da aspettarselo, è una serie ancora in corso d’opera! Facciamo così, trattiamo solo quelle della prima serie, ma tenete conto Mostriciattoli, che sicuramente la lista aumenterà ulteriormente nel tempo. In ogni caso, se volete conoscere bene o male la traduzione di tutti i tioli delle sigle, potete andare sulla pagina di Wikipedia che fornisce l’elenco completo e le trovate. Purtroppo non tutte tradotte benissimo, ma la maggior parte io le avrei rese allo stesso modo, quindi tanto male non sono. La prima serie arriva fino all’episodio 42 e conta 2 sole opening e 2 sole ending, di cui una però ha il titolo in inglese in entrambi i casi, e quindi noi ne vediamo la metà! Cominciamo con la Opening che si intitola: MUNE GA DOKI DOKI = Il cuore batte forte. Su internet la traducono solo con “il cuore batte” ma forse non hanno considerato che DOKI DOKI significa avere il batticuore, avere il cuore in gola e quindi non batte semplicemente, ma batte forte. La ending si intitola MEIKYUU NO RAVAASU = Gli innamorati del labirinto. Su internet, però, si trova come Gli amanti del labirinto. Faccio presente che RAVAASU è la pronuncia giapponese del termine inglese Lovers.

Teatro dei fiori musicali:
NENNEN SAISAI da AI SHITEZURE BABY suggerita da Evelyn.

Cameretta dei dolci sogni spaziali:
Lettura della fiaba intitolata: Il vecchio e il granchio.

Segreteria galattica:
Messaggio Baby Mostriciattoli su come si dice in giapponese “Ti voglio bene mamma” e “Mi piace giocare a calcio” Comincio da Gabriele, che ha parlato per primo. Se vuole dire a mamma Evelyn che le vuole bene in giapponese può usare diverse frasi: “OKAASAN, DAISUKIDESU” oppure “KAASAN, AISHITE IRU!” o ancora scambiando un po’ l’ordine degli elementi: “DAISUKI YO, OKAASAN!” oppure “AISHITE IRU, OKAASAN!”. Questo perché sia il DAISUKI che l’AISHITE significano amare e voler bene a qualcuno. Nel caso del DAISUKI, può significare anche “Piacere qualcosa” e qui passiamo alla frase chiesta da Lorenzo perché viene molto simile ma un po’ più articolata: “SAKKAA WO SURU KOTO GA DAISUKIDESU”. SAKKAA è la pronuncia giapponese di Soccer, e quindi calcio in inglese. Giocare a calcio si dice SAKKAA WO SURU, letteralmente Fare il calcio. Il KOTO ha la funzione di trasformare tutta la frase in un solo elemento, che piace (DAISUKI). Vorrei aggiungere una cosa anche riguardo alla frase di Gabriele. Ho usato sia OKAASAN che KAASAN, ma perché sono la stessa cosa: il primo è un po’ più formale e l’altro è più familiare… I bambini giapponesi di oggi dicono anche MAMA. A me però, piace di più OKAASAN. Esiste anche il termine HAHA che però non si usa quando ci si rivolge direttamente alla propria madre, bensì, quando si parla ad altre persone della propria madre.

Haiku:
Scritta da Masaoka Shiki :

KISHAMICHI NI
HIKUKU KARI TOBU
TSUKIYO KANA

Notte di Luna: basse
Sulla ferrovia volano
Le oche selvatiche