Kanji e kana

Written by on 24 Ottobre 2019

Sistemi di scrittura: Kanji e kana

Gli ideogrammi sono assolutamente necessari e i giapponesi non ne possano proprio fare a meno! Spesso capita che alcune pronunce ritornino su più ideogrammi. Questo accade perché prendendo le pronunce dal cinese sono andate perse le differenze dovute ai 4 accenti che il cinese ha ma il giapponese no! Perdendo queste distinzioni significative di pronunce, si sono creati molti “omofoni” ovvero molti suoni identici. A questo punto va da sé che se un giapponese dovesse scrivere un testo utilizzando solo gli alfabeti sillabici KANA, non sarebbe semplice per nessuno comprendere il senso del testo scritto, perché ci sono tante parole che si pronunciano allo stesso modo ma che hanno significati diversi.

Il principio stesso dell’ideogramma sta nel rendere graficamente un’idea e quindi portare con sé il significato della parola e dell’idea che rappresenta.
L’utilizzo dei KANJI, dunque, è fondamentale per la comprensione di un testo scritto, perché da essi dipende il significato di quella parola. E a questo punto chiariamo anche a cosa serve avere ben 3 sistemi di scrittura.
Il giapponese è una lingua polisillabica (ovvero, ha parole formate da più sillabe come l’italiano) e agglutinante/flessiva (infatti ha bisogno di coniugare i verbi come l’italiano). Questo ha fatto sì che sia nata l’esigenza di creare un primo alfabeto sillabico che potesse completare in un qualche modo i kanji presi dal cinese. Questo è lo HIRAGANA, caratterizzato da tratti morbidi e tondeggianti e utilizzato per le posposizioni e le coniugazioni dei verbi.

Un’altra esigenza è sorta quando nel giapponese sono arrivate parole prese da altre lingue come ad esempio l’inglese. Bisognava renderle visibili subito all’interno del testo e così è nato anche il KATAKANA, alfabeto sillabico caratterizzato da tratti più squadrati e utilizzato prevalentemente per trascrivere termini di origine straniera, ma anche per evidenziare una parte del testo
un po’ come potremmo fare noi con lo stampatello maiuscolo in un testo scritto in corsivo.
Questi 3 differenti usi dei 3 sistemi di scrittura fanno sì che tutti e tre siano assolutamente complementari fra loro e indispensabili. Non si può rinunciare a nessuno di essi!

I sistemi di scrittura salgono a 4 se pensiamo che i giapponesi adoperano anche i così detti ROMAJI, letteralmente Lettere romane, ovvero il nostro alfabeto. Alla fine della seconda guerra mondiale, ci fu una sorta di modernizzazione della scrittura giapponese. Vennero isolati i kanji di uso più quotidiano e divisi in 6 livelli; vennero stabilite delle pronunce precise e un numero definito di kanji da adoperare per i nomi propri; e vennero semplificate le grafie di alcuni kanji.
Qualcuno fece anche la proposta abbastanza scioccante di abolire completamente i 3 sistemi di scrittura giapponesi per adoperare solo i ROMAJI, ma a quel punto sarebbe diventato davvero difficile capire i testi giapponesi, proprio per le stesse ragioni spiegate prima! Quindi hanno lasciato tutto così.
Dalla Nihon Accademy

 

 

 

Miaka
Author: Miaka

Conduttrice della Nihon Accademy, precedentemente di Chi viene in viaggio con me? ...destinazione Giappone! Sindachessa di Papirlandia


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